Introduzione e contesto
Karl Marx nasce nel 1818 a Treviri, in Germania, e muore a Londra nel 1883. È uno dei pensatori più influenti della filosofia, dell’economia e della politica moderna. Marx parte dall’eredità di Hegel e dell’idealismo tedesco, ma ne rovescia completamente la prospettiva, dando origine a un nuovo modo di interpretare la storia e la società: il materialismo storico.
Da Hegel a Marx :
il rovesciamento dell’idealismo
Per Hegel, la realtà nasce dallo Spirito, dalle idee, dal processo razionale che si sviluppa nella storia. Marx accetta l’idea di Hegel che la realtà sia un processo dinamico e dialettico, ma ne capovolge la direzione:
“non sono le idee a determinare la realtà, ma sono le condizioni materiali della vita a determinare le idee”
In altre parole, non è la coscienza che crea il mondo, ma il mondo che crea la coscienza. Se cambiano le condizioni economiche e sociali in cui le persone vivono, cambiano anche la cultura, la religione, la morale e la politica. Da questa visione nasce il materialismo storico, cioè la teoria secondo cui la storia va spiegata partendo dalla materia, ossia dal modo in cui gli uomini producono ciò che serve per vivere.
Base e sovrastruttura
Secondo Marx, alla base di ogni società c’è il suo modo di produzione, cioè il modo in cui gli uomini organizzano il lavoro e gestiscono i mezzi di produzione: le terre, le fabbriche, le macchine, le risorse. Su questa base economica si costruisce la sovrastruttura, che comprende :
- la politica
- le leggi
- la religione
- la cultura
- l’arte e la filosofia
Quando la base economica cambia, cambia anche la sovrastruttura: quindi la storia non è altro che un processo di trasformazioni economiche che producono trasformazioni sociali e culturali.
La storia come lotta di classe
Per Marx, la storia non si sviluppa in modo pacifico, ma è mossa da contraddizioni e conflitti di classe. In ogni epoca, la società è divisa tra :
- una classe che possiede i mezzi di produzione
- una classe che lavora per essa.
Così, nell’antichità c’erano padroni e schiavi, nel Medioevo signori e servi, nell’età moderna borghesi e proletari. Questi conflitti sono la vera forza che spinge la storia avanti.
La borghesia, ad esempio, ha sconfitto la nobiltà feudale e ha creato il capitalismo; ma il capitalismo stesso genera le condizioni per la nascita di una nuova classe rivoluzionaria: il proletariato, cioè la classe degli operai.
Il capitalismo e lo sfruttamento
Nel sistema capitalistico, secondo Marx, gli operai producono tutto il valore con il loro lavoro, ma non ricevono il giusto compenso. Il capitalista si appropria di una parte del valore prodotto, che Marx chiama plusvalore. Il plusvalore è, dunque, la differenza tra il valore creato dal lavoratore e il salario che egli riceve: questa differenza è il profitto del capitalista. In questo modo, il lavoratore viene sfruttato e alienato :
- sfruttato, perché il frutto del suo lavoro non gli appartiene
- alienato, perché è separato dal proprio lavoro e dalla propria umanità.
Il lavoratore non lavora per sé, ma per il profitto di altri. Diventa così un ingranaggio del sistema economico, privo di libertà e creatività.
Alienazione e perdita dell’umanità
L’alienazione, per Marx, è una delle conseguenze più gravi del capitalismo.
L’uomo, invece di essere il soggetto libero e creativo del proprio lavoro, ne diventa strumento passivo. Si sente estraneo a ciò che produce, agli altri uomini e persino a sé stesso. Il lavoro, che dovrebbe essere la realizzazione dell’essere umano, si trasforma in una forma di schiavitù moderna.
La rivoluzione proletaria
Marx è convinto che il capitalismo contenga contraddizioni interne che lo porteranno inevitabilmente alla sua crisi. Le disuguaglianze, le crisi economiche e la crescente povertà spingeranno gli operai a prendere coscienza della propria condizione e della propria forza collettiva. Quando ciò accadrà, avverrà la rivoluzione proletaria : gli operai si uniranno, abbatteranno il sistema capitalistico e daranno vita a una nuova società. Questa società sarà senza classi e senza sfruttamento = il comunismo.
Nel comunismo, i mezzi di produzione saranno di tutti e il lavoro tornerà a essere libero, umano e creativo.
La filosofia come strumento di cambiamento
Per Marx, la filosofia non deve limitarsi a interpretare il mondo, ma deve servire a cambiarlo.
La sua celebre frase lo esprime con chiarezza :
“I filosofi hanno finora interpretato il mondo in modi diversi; si tratta però di trasformarlo.”
La filosofia, dunque, non è solo teoria, ma azione, impegno, progetto di liberazione dell’uomo dalle condizioni di ingiustizia e alienazione.
In conclusione, Karl Marx ha dato alla filosofia una nuova direzione, concreta e rivoluzionaria. Ha mostrato che per capire l’uomo bisogna guardare alla realtà materiale in cui vive, al lavoro, all’economia, alle relazioni sociali. La sua filosofia è insieme una critica della società capitalistica e un progetto di emancipazione, fondato sulla libertà e sull’uguaglianza. Marx ci invita a non accontentarci di capire il mondo, ma a trasformarlo, per restituire all’uomo la sua dignità e la sua umanità.

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